LIBANO. Calma tesa nella notte dopo scontri a Beirut

Ansa, 21 mag 12 –

Una calma carica di tensione è tornata oggi nell’ovest di Beirut, dove durante la notte due persone sono morte in scontri tra sostenitori e oppositori libanesi del regime siriano in seguito all’uccisione avvenuta ieri nel nord del Paese di uno sceicco sunnita noto per le sue prediche contro il presidente siriano Bashar al Assad. Molte scuole nella capitale libanese sono rimaste chiuse oggi, mentre sono attesi in giornata i funerali, nel nord del Paese, dello sceicco Ahmed Abdul Wahed, ucciso ad un posto di blocco dell’esercito nella provincia di Akkar con un suo aiutante, Mohammad Hussein Merheb, mentre si recava ad una manifestazione del movimento Al Mustaqbal (Futuro), su posizioni anti-siriane. Le maggiori forze politiche libanesi hanno chiamato alla calma per evitare che il Paese, teatro di una guerra civile durata dal 1975 al 1990, venga risucchiato nella spirale della violenza in Siria, che ancora esercita una forte influenza in Libano. “Il Libano in ebollizione dopo l’uccisione dello sceicco”, titola oggi a tutta pagina il quotidiano in lingua inglese Daily Star, mentre quello in francese L’Orient le Jour apre con: “Il Libano trascinato di forza nella tormenta siriana”. Il capo delle forze armate, generale Jean Qahwaji, esprimendo le sue condoglianze per l’uccisione dello sceicco sunnita, ha affermato che i suoi uomini sono impegnati nel mettere fine alla sedizione, mentre il commissario presso il tribunale militare, giudice Saqr Saqr, ha annunciato l’arresto di tre ufficiali e 19 soldati nell’inchiesta avviata sull’uccisione di Abdul Wahed e Merheb. Gli scontri avvenuti durante la notte a Beirut nel quartiere di Tariq al Jedideh hanno visto fronteggiarsi militanti di Al Mustaqbal, contrari al regime siriano, e di Al Tayyar al Arabi, anch’esso movimento sunnita ma favorevole al presidente Assad. La settimana scorsa una decina di persone era morta a Tripoli, nel nord del Libano, in scontri tra milizie di sostenitori e oppositori del regime siriano.