La Nigeria è il Paese più popoloso dell’Africa e, di conseguenza, ciò che avviene nella sua economia ha ripercussioni che vanno ben oltre i suoi confini.

Nonostante gli enormi problemi che il Paese continua ad affrontare, l’economia nigeriana sta mostrando segnali di vitalità. La Banca Mondiale stima che nel 2027 la crescita economica raggiungerà il 4,4%, ma questa non è l’unica notizia positiva.

Ad agosto le riserve valutarie hanno superato i 53 miliardi di dollari, sostenute dal surplus della bilancia dei pagamenti, tra i più elevati dell’Africa.

A favorire questo avanzo ha contribuito l’aumento dei prezzi del petrolio, provocato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha incrementato il valore delle esportazioni nigeriane. A questo si aggiunge l’apertura della mega raffineria di Aliko Dangote, che permette alla Nigeria di produrre in loco carburanti destinati non soltanto a soddisfare la domanda interna, ma anche all’esportazione verso altri Paesi.

Questi sviluppi non sono passati inosservati agli analisti di Moody’s, che hanno migliorato l’outlook della Nigeria da stabile a positivo. Un miglioramento che potrebbe tradursi in condizioni di finanziamento più favorevoli e, di conseguenza, in una riduzione degli oneri sostenuti dal governo sul debito.

Le notizie positive non cancellano, naturalmente, i numerosi problemi strutturali che la Nigeria deve ancora affrontare per rafforzare la propria economia. Rispetto al passato, tuttavia, sono stati compiuti progressi e soprattutto l’aumento delle riserve valutarie rende il Paese meno vulnerabile agli shock esterni.