Romania. Il “file Kosovo” e la posizione di Bucarest

di Antoniu Martin * –

Fino a poco tempo fa circolava in molti ambienti internazionali l’idea che il mancato riconoscimento del Kosovo da parte di cinque Stati membri dell’Ue tra cui la Romania, impedisse la normalizzazione tra la provincia e Bruxelles. Il rapporto della Romania con il Kosovo si è basato su due coordinate: non ha bloccato l’accesso di Pristina a organismi e riunioni internazionali, riconoscendo i passaporti da essa rilasciati: ne consegue che la Romania sta attivamente sostenendo l’integrazione più rapida possibile della regione balcanica nell’Ue; non vuole in alcun modo che gli abitanti del Kosovo siano lesi nella loro dignità in termini di relazioni internazionali.
Ma per quanto riguarda il riconoscimento del Kosovo come Stato indipendente, va sottolineato che la posizione della Romania non è cambiata in alcun modo dal 2008, quando la provincia ha proclamato unilateralmente la propria indipendenza. Tra il 2008 e il 2015, sebbene ci fossero alcune sfumature di questa posizione da parte di Bucarest, l’approccio ufficiale dello Stato rumeno è rimasto invariato: la Romania non riconosce l’indipendenza del Kosovo. Di recente, la questione del riconoscimento del Kosovo è tornata implicitamente all’attenzione della diplomazia romena, nell’ambito del varo del piano Ue, puntando a normalizzare i rapporti tra Belgrado e Pristina.
All’inizio di marzo di quest’anno, attraverso la voce del ministro degli Esteri rumeno Bogdan Aurescu, la Romania ha accolto con favore il piano di Bruxelles e l’apertura ai negoziati del primo ministro del Kosovo e del presidente della Serbia, ma sottolinea che Bucarest non riconosce “l’autoproclamata indipendenza del Kosovo e questa posizione rimane immutata”. Ancora una volta la diplomazia romena ha insistito sulla necessità di implementare la cooperazione regionale e la liberalizzazione del regime dei visti. La Romania ha mostrato e continua a prestare grande attenzione al rispetto dei principi del diritto internazionale e teme che il precedente del Kosovo possa ispirare altre regioni d’Europa. In questo modo va intesa la risoluzione del Parlamento romeno del 2008: “qualsiasi riconoscimento di indipendenza unilaterale dichiarata da altri Stati non può essere interpretato come precedente per altre aree geografiche, né come riconoscimento o garanzia di diritti collettivi per le minoranze nazionali”.
La preoccupazione della Romania era ed è rivolta all’integrità territoriale della Repubblica di Moldavia, in particolare al rischio che la Transnistria utilizzi il precedente del Kosovo. Nel contesto della guerra in Ucraina questa possibilità è circolata innumerevoli volte, il rischio di una destrutturazione dello status quo regionale è reale.

* Storico e analista politico.