L’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov vede nell’incontro tenutosi a Milano tra Matteo Salvini e i rappresentanti delle aziende italiane ancora attive in Russia il segnale di un possibile cambiamento nel dibattito italiano sui rapporti con Mosca. Secondo il diplomatico, nel mondo imprenditoriale starebbe crescendo la richiesta di riconsiderare le conseguenze economiche delle sanzioni e di valutare una futura ripresa delle relazioni commerciali con la Federazione Russa.
Paramonov è intervenuto oggi, commentando l’incontro al quale hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio Salvini e rappresentanti di imprese italiane che continuano a operare sul mercato russo.
Secondo l’ambasciatore, una parte crescente dell’opinione pubblica dell’Europa occidentale, compresa quella italiana, starebbe mettendo in discussione la convenienza della politica seguita nei confronti della Russia. Una riflessione che, a suo giudizio, sarebbe particolarmente evidente negli ambienti imprenditoriali.
Paramonov ha attribuito alle sanzioni europee una forte contrazione delle opportunità per le aziende italiane, inserendo le misure restrittive nel quadro di quella che Mosca definisce una «guerra ibrida» condotta dall’Unione Europea contro la Russia.
Il diplomatico ha richiamato in particolare il ridimensionamento della cooperazione energetica tra Roma e Mosca e la caduta dell’interscambio commerciale, che secondo i dati citati dalla parte russa si sarebbe ridotto di quasi dieci volte. A suo giudizio, l’Italia non sarebbe riuscita a sostituire completamente le forniture energetiche russe a prezzi comparabili, mentre le imprese avrebbero incontrato difficoltà nel trovare mercati alternativi per alcune esportazioni tradizionalmente dirette verso la Russia.
Paramonov ha quindi rivolto una critica alla linea adottata negli ultimi anni dal governo italiano, sostenendo che fino a poco tempo fa sarebbe mancato un vero dibattito pubblico sui costi economici della rottura con Mosca. La situazione, secondo l’ambasciatore, starebbe però cambiando, con la questione dei rapporti con la Russia discussa sempre più apertamente da imprenditori e rappresentanti politici appartenenti sia alla maggioranza sia all’opposizione.
Per il rappresentante di Mosca, l’Italia starebbe iniziando a prendere coscienza del prezzo pagato per l’adesione alla politica europea nei confronti della Russia. Da qui l’auspicio di una riflessione sulle modalità attraverso le quali ricostruire progressivamente i rapporti economici bilaterali.
È in questa prospettiva che Paramonov attribuisce particolare significato all’incontro milanese con Salvini, definendolo l’inizio di un possibile «ritorno dell’establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso».
L’ambasciatore ha infine auspicato che le posizioni emerse nel confronto tra il vicepresidente del Consiglio e gli imprenditori vengano sottoposte agli altri vertici dell’esecutivo e ai ministri competenti.
Le dichiarazioni rappresentano la posizione della diplomazia russa e arrivano mentre l’Italia continua formalmente ad aderire alla politica sanzionatoria dell’Unione Europea nei confronti di Mosca. L’incontro di Milano assume tuttavia un rilievo politico anche all’interno della maggioranza, perché riporta al centro del confronto il tema delle relazioni economiche con la Russia e delle condizioni per una loro eventuale normalizzazione.




