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Vladimir Putin dichiara guerra agli “pseudovalori” dell’Occidente. Combattivo, tenace e, soprattutto, contro Barack Obama, il presidente russo è sul palcoscenico della conferenza stampa annuale del Cremlino e, davanti a un certo numero di capi di Stato e di governo tra cui anche il presidente francese Francois Hollande, ha ripreso in mano “i valori morali tradizionali” a fronte della polemica sui diritti degli omosessuali che rischia di offuscare il successo delle ‘suè imminenti Olimpiadi invernali di Sochi. Il capo del Cremlino ha inoltre annunciato che l’ex patron della Yukos, Mikhail Khodorkovsky, in carcere dal 2003, sarà graziato. A dire di Putin, l’oligarca ha presentato richiesta in questo senso, “per motivi umanitari”. Le parole di Putin hanno lasciato di stucco gli stessi avvocati di Khodorkovsky, entrato in rotta di collisione con il presidente nei primi anni della sua presidenza, probabilmente per via delle sue ambizioni politiche. “Finora non lo aveva fatto – ha detto – ma di recente ha scritto questo documento e mi ha indirizzato la sua richiesta”, ha spiegato, ricordando che Khodorkovsky “ha già passato più di 10 anni in carcere, si tratta di una pena seria. Nella sua richiesta ha fatto riferimento a circostanze umanitarie, dato che sua madre è malata”. Ha poi annunciato che la decisione sarà presa in fretta e “la grazia sarà firmata molto presto”. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che il documento é stato firmato “di persona” da Khodorkovsky e che si tratta, implicitamente, di un riconoscimento di colpa. Il detenuto più noto di Russia, finora, si é sempre dichiarato innocente. Peskov ha poi specificato che il socio dell’ex patron della compagnia petrolifera Yukos, Platon Lebedev, non ha invece fatto richiesta di grazia. Cosa confermata dagli avvocati dell’uomo.
La notizia ha colto di sorpresa sia i familiari, che i legali del businessman. L’avvocato Vadim Klyuvgant ha chiarito che il suo assistito “non ha fatto la richiesta e non abbiamo informazioni di altri che l’abbiano presentata per lui”. “Non abbiamo queste informazioni – ha aggiunto – anche se negli anni diverse persone hanno presentato la richiesta di grazia”. La madre, Marina Khodorkovskaya, ha detto di non sapere come il figlio abbia presentato la richiesta al presidente, ma ha espresso “pieno appoggio a qualsiasi sua decisione”. Il figlio di Khodorkovsky, Pavel, ha scritto su Twitter: “Una notizia molto bella. Aspetto di parlare con mio padre per conoscere i dettagli”. Figure di rilievo nel mondo economico russo, come l’ex ministro Alexei Kudrin, hanno definito la possibile scarcerazione dell’ex oligarca come un “evento storico”, mentre dal dicastero dello Sviluppo economico hanno auspicato che questo aiuti a migliorare il clima degli investimenti. Per i difensori dei diritti umani, l’oligarca è diventato da subito un prigioniero politico. Un primo processo, nel 2005, lo aveva visto condannare a otto anni di reclusione per truffa e frode fiscale. Con il secondo (in cui risulta colpevole di riciclaggio di denaro e furto di petrolio), la pena carceraria era aumentata a quattordici anni, poi ridotti di due in sede d’appello. La scadenza naturale della pena dell’ex petroliere sarebbe agosto 2014, mentre per il socio la scarcerazione è prevista nel maggio prossimo. La Corte europea dei Diritti umani ha criticato i processi contro l’ex oligarca, ma ha respinto le ipotesi che fossero “politicamente motivati”. Con Obama invece continua la polemica a distanza. “Non si tratta di criticare i valori occidentali – ha detto Putin all’indomani della sfida del presidente americano che si è fatto rappresentare a Sochi da due ex atlete dichiaratamente lesbiche come la tennista Billy Jean King e l’hockeysta Caitlin Cahow – ma di difendere il nostro popolo da certi pseudo-valori che i nostri cittadini fanno fatica spesso ad accettare, da alcuni gruppi sociali aggressivi che vogliono imporre il loro punto di vista su altri Paesi”. Tra gli argomenti ‘caldi’ Putin ha anche toccato la crisi ucraina e le conseguenti tensioni con l’Europa. “Non è stata la Russia a rubare il sogno europeo a Kiev” ha detto il presidente “è una scelta della popolazione ucraina e delle autorità se aderire o meno a un’unione e se firmare o meno certi documenti”. All’Europa il presidente russo ha inviato delle rassicurazioni sui missili Iskander che “non sono stati schierati”, ha detto. Rassicurante Putin è stato anche sulla questione Greenpeace: ha infatti confermato che gli attivisti incriminati per l’attacco alla piattaforma di Gazprom nell’Artico, tra cui anche l’italiano Christian D’Alessandro, rientreranno nell’amnistia e che il provvedimento non è stato formulato appositamente per liberare gli ecologisti dalle loro responsabilità. Per Washington pero’ nessuna rassicurazione e nessuno sconto. Anche sulla spinosa questione Iran Putin ha voluto contrastare Obama: le nuove sanzioni – ha detto – sono “controproducenti” e ha ribadito il diritto di Teheran a sviluppare il nucleare civile.












