L’Ucraina è pronta a rispondere con attacchi contro il settore energetico russo qualora Mosca torni a colpire sistematicamente le infrastrutture energetiche ucraine durante l’inverno. Lo ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky, mentre Kiev cerca di rafforzare le proprie difese antiaeree in vista dei prossimi mesi. «Se la Russia colpirà il nostro settore energetico durante l’inverno, riceverà lo stesso in risposta», ha affermato Zelensky, secondo dichiarazioni riprese anche dai media russi.

Il presidente ucraino ha sostenuto che Mosca si starebbe preparando a una nuova campagna di attacchi invernali e sarebbe ormai in grado di produrre circa 140 missili balistici al mese. La cifra va tuttavia considerata come una valutazione di Kiev: nel giugno scorso l’intelligence militare ucraina stimava una produzione mensile di 55-60 missili balistici Iskander, ai quali si aggiungevano fino a 50 missili per sistemi S-300 e S-400 utilizzabili anche contro obiettivi terrestri e una produzione annuale prevista di circa 60 missili ipersonici Kinzhal.

Il rafforzamento della capacità missilistica russa rappresenta uno dei principali problemi per la difesa aerea ucraina. I sistemi Patriot restano infatti lo strumento più efficace a disposizione di Kiev per intercettare i missili balistici russi, ma la disponibilità degli intercettori è limitata.

Zelensky ha affermato che l’Ucraina avrebbe bisogno durante l’inverno di almeno 100-120 missili intercettori Patriot ogni mese. «È una sfida enorme ottenere anche solo 100 missili al mese», ha spiegato il presidente, chiedendo agli alleati occidentali di aumentare le forniture.

La richiesta arriva mentre Kiev sta negoziando l’acquisto di circa mille missili Patriot con il sostegno degli alleati e attraverso finanziamenti europei. Il problema è rappresentato dai tempi: secondo il ministro della Difesa ucraino Yevhenii Khmara, gran parte degli intercettori previsti dai contratti sarà consegnata soltanto nei prossimi anni. Per questo Kiev chiede ai Paesi occidentali di cedere immediatamente parte delle proprie scorte.

La Germania ha già annunciato l’invio urgente di ulteriori intercettori PAC-2 prelevati dalle proprie riserve. Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha motivato la decisione proprio con il rischio di una nuova intensificazione degli attacchi russi contro centrali elettriche, porti e altre infrastrutture durante l’inverno.

Anche il Canada ha annunciato un pacchetto da 350 milioni di dollari canadesi destinato all’acquisto di intercettori per la difesa aerea ucraina attraverso il programma statunitense che consente ai Paesi alleati di acquistare armamenti americani da trasferire a Kiev.

Parallelamente l’Ucraina sta cercando di ridurre la propria dipendenza dai Patriot sviluppando FREYJA, un nuovo sistema antibalistico realizzato con la partecipazione di aziende europee. Zelensky ha dichiarato che il primo sistema dovrebbe essere pronto entro la fine del 2026 e ha annunciato l’ingresso del Canada nel programma.

Il progetto FREYJA è legato allo sviluppo di nuovi intercettori ucraini e viene presentato da Kiev come una possibile risposta alla crescente disponibilità russa di missili balistici. Il sistema non è tuttavia ancora operativo e, almeno nell’immediato, l’Ucraina continuerà a dipendere in larga misura dagli intercettori Patriot forniti dagli alleati.

Il timore di una nuova offensiva contro il sistema energetico ucraino è condiviso anche da diversi governi occidentali. Berlino ha avvertito che con l’abbassamento delle temperature Mosca potrebbe intensificare i bombardamenti contro le infrastrutture critiche. Negli ultimi giorni la Russia ha già condotto nuovi attacchi con missili e droni contro diverse regioni ucraine, mentre Kiev continua a colpire con droni a lungo raggio infrastrutture energetiche e militari sul territorio russo.

Le dichiarazioni di Zelensky indicano quindi che, qualora riprendesse su larga scala la campagna russa contro la rete energetica ucraina, Kiev potrebbe intensificare a sua volta gli attacchi contro impianti energetici in territorio russo.