CLÉON — Un frammento di rotaia, abbandonato sui binari. È da questo pezzo di metallo che l’indagine sul deragliamento di venerdì sera in Normandia ha cambiato natura nel giro di una notte: da incidente ferroviario a sospetto attentato. Una fonte di polizia ha detto sabato mattina all’agenzia France Presse che l’ipotesi di un atto doloso è ormai la pista principale seguita dagli investigatori.

Il treno regionale che collega Rouen a Caen, con 186 passeggeri a bordo, è uscito dai binari venerdì verso le 19:45 all’altezza di Cléon, cittadina industriale sulla Senna a sud di Rouen. Il bilancio è di 44 feriti. Una ragazza di diciotto anni è stata evacuata «in condizioni critiche», ha riferito il procuratore di Rouen, Sébastien Gallois, che coordina l’inchiesta.

La macchina dei soccorsi è scattata subito con il piano previsto per gli eventi con molte vittime: 130 vigili del fuoco, cinque squadre mediche, ottanta mezzi convergono in poche ore sulla scarpata dove il convoglio si è fermato, sbilenco, tra i campi e gli stabilimenti della valle della Senna. Sabato mattina gli agenti della SNCF, le ferrovie di Stato francesi, presidiavano ancora le carrozze incidentate.

Le prime verifiche hanno escluso in fretta la pista più ovvia. I test su alcol e droga effettuati sul macchinista sono risultati negativi, ha precisato il procuratore. Restava da spiegare perché un regionale su una linea ordinaria fosse uscito dai binari in un punto senza particolari criticità. La risposta, secondo gli inquirenti, sta in quel frammento di rotaia trovato sul posto: un elemento che non doveva essere lì, e che orienta l’inchiesta verso una manomissione deliberata dell’infrastruttura.

Il precedente delle Olimpiadi

Perché la Francia prende così sul serio l’ipotesi del sabotaggio ferroviario? Perché l’ha già vissuto. Nel luglio 2024, alla vigilia della cerimonia d’apertura dei Giochi olimpici di Parigi, una serie di attacchi coordinati e incendi dolosi colpì i nodi della rete ad alta velocità, paralizzando per un fine settimana i collegamenti TGV verso l’ovest, il nord e l’est del Paese. Allora nessun treno deragliò: i sabotatori colpirono cavi e centraline. Questa volta — se la pista dolosa sarà confermata — qualcuno avrebbe agito direttamente sul binario, con un treno pieno di passeggeri in arrivo.

È il salto di qualità che preoccupa gli investigatori: manomettere una rotaia non manda in tilt gli orari, fa deragliare un convoglio. Che il bilancio si sia fermato a 44 feriti, per quanto uno grave, dipende anche dalla velocità ridotta di un regionale rispetto a un TGV lanciato a trecento all’ora.

SNCF Réseau, il gestore della rete ferroviaria francese — l’equivalente della nostra Rete Ferroviaria Italiana —, è al lavoro sul tratto con i propri tecnici, mentre la circolazione tra Rouen e Caen resta compromessa. L’inchiesta del procuratore Gallois dovrà ora stabilire chi ha messo quel frammento sui binari, quando e con quale scopo. Per la diciottenne ricoverata, intanto, i medici non hanno sciolto la prognosi: venerdì sera era stata portata via dalla scarpata di Cléon, dicono i soccorritori, «in condizioni critiche».