Il Parlamento ha approvato in via definitiva nuove norme volte ad accelerare gli investimenti nel settore della difesa a migliorare la reattività dell’UE in materia di sicurezza.
Le nuove norme, concordate dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio a giugno 2026, rientrano nelle cosiddette misure di semplificazione “Omnibus V” e mirano ad accelerare il rilascio delle autorizzazioni per i progetti nel settore della difesa e l’esportazione di equipaggiamenti per la difesa tra i Paesi dell’UE, nonché ad agevolare le procedure di appalto nel settore e la cooperazione dell’UE in materia di contratti di difesa. Le misure puntano inoltre a garantire che le norme dell’UE in materia di sostanze chimiche tengano adeguatamente conto delle esigenze della difesa e a semplificare l’attuazione del Fondo europeo per la difesa (FED).
Le nuove misure puntano a sostenere fino a 800 miliardi di euro di investimenti nel settore della difesa nei prossimi quattro anni nell’ambito del piano ReArm Europe/iniziativa Readiness 2030, consentendo agli Stati membri e all’industria della difesa di rispondere meglio alle crescenti sfide in materia di sicurezza.
Rilascio delle autorizzazioni per i progetti di difesa
I deputati hanno approvato con 540 a favore, 105 contrari e 22 astenuti, il regolamento volto ad accelerare le procedure di rilascio delle autorizzazioni per i progetti nel settore della difesa, come la costruzione di nuovi stabilimenti o l’ampliamento di strutture esistenti. Le nuove norme introdurranno un termine predefinito a livello dell’UE di 42 giorni lavorativi per le decisioni sulle autorizzazioni, a decorrere dalla conferma della completezza della domanda.
Le autorità nazionali potranno prorogare il termine al massimo due volte, fino a 60 giorni, in circostanze eccezionali, ad esempio per progetti complessi o qualora vi siano rischi per l’ambiente o per la salute e la sicurezza dei lavoratori. In tali casi, la durata complessiva della procedura di rilascio delle autorizzazioni non potrà superare i 102 giorni lavorativi.
Tali proroghe saranno comunicate al promotore del progetto, insieme a una motivazione e alla data prevista per la decisione. Se le autorità nazionali non daranno seguito alla domanda entro il termine applicabile, dovrebbe applicarsi il principio dell’approvazione tacita. Le autorità nazionali dovranno quindi informare i promotori del progetto entro otto giorni lavorativi dalla scadenza del termine e specificare le condizioni cui saranno soggette le autorizzazioni.
In base alle nuove norme, al fine di garantirne trasparenza e un’attuazione coerente, i Paesi dell’UE dovranno istituire punti di contatto unici incaricati del monitoraggio digitale delle domande, della presentazione annuale alla Commissione di informazioni sulle attività relative alle autorizzazioni e sul sostegno alle PMI, nonché del monitoraggio a livello dell’UE delle approvazioni tacite.
Trasferimenti intra-UE di prodotti per la difesa e procedure d’appalto.
La direttiva sui trasferimenti intra-UE di prodotti connessi alla difesa e sulla semplificazione degli appalti è stata approvata con 549 voti favorevoli, 92 contrari e 27 astensioni. Le norme introducono una nuova licenza generale di trasferimento per i prodotti per la difesa, che dovrebbe facilitare l’attività delle imprese del settore attraverso le frontiere dell’UE. Gli Stati membri saranno tenuti a pubblicare tali licenze, offrendo all’industria un quadro più prevedibile per i trasferimenti all’interno dell’UE.
Per quanto riguarda gli appalti nel settore della difesa, la riforma aggiorna e innalza la soglia di applicazione delle norme dell’UE in materia di appalti, estendendo da sette a dieci anni la durata massima degli accordi quadro e introducendo maggiore flessibilità per gli Stati membri nello svolgimento di appalti congiunti occasionali.
Il Parlamento e il Consiglio hanno inoltre adottato una dichiarazione congiunta con cui si impegnano ad esaminare in futuro qualsiasi iniziativa volta a semplificare il trasferimento di prodotti per la difesa e a rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB) attraverso il quadro normativo dell’UE in materia di appalti.
Investimenti nel settore della difesa e condizioni per l’industria.
Con 530 voti favorevoli, 125 contrari e 12 astensioni, il Parlamento ha approvato le nuove misure che mirano a semplificare la gestione e l’attuazione del Fondo europeo per la difesa (FED) e chiarire i criteri che i progetti devono rispettare per ottenere i finanziamenti, dando priorità a quelli che garantiscono i più elevati standard di eccellenza, qualità ed efficienza.
La riforma aumenta inoltre il sostegno finanziario alle attività che coinvolgono le piccole e medie imprese, aggiornando le azioni ammissibili e i tassi di finanziamento. Su richiesta del Parlamento, l’accordo estende questo sostegno anche alle azioni sviluppate nell’ambito di un programma europeo di armamento (SEAP), istituito nell’ambito del programma europeo per l’industria della difesa (EDIP). Per rafforzare la cooperazione con le entità ucraine, i deputati e gli Stati membri hanno inoltre concordato che i costi dei test effettuati in Ucraina, paese candidato all’adesione all’UE, potranno beneficiare dei finanziamenti del FED.
Infine, la nuova legislazione consente ai Paesi dell’UE di applicare, se debitamente giustificate, determinate deroghe alle norme dell’UE in materia ambientale e di sostanze chimiche nell’interesse della difesa.
Le dichiarazioni dei presidenti delle commissioni e dei relatori dei rispettivi file saranno disponibili a seguito della votazione a questo link.
Le nuove norme entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.




