Bulgaria. Elezioni: scontro istituzionale per la data del 4 aprile

di Alberto Galvi

Il presidente bulgaro indipendente Rumen Radev ha annunciato il 4 aprile 2021 quale data per le prossime elezioni generali. Precedentemente le elezioni erano state fissate per il prossimo 28 marzo, ed il primo ministro bulgaro Boyko Borissov del partito GERB (Citizens for European Development of Bulgaria) ha criticato Radev per aver posticipato la data ai primi di aprile, dal momento che la situazione sanitaria resta ancora poco chiara a causa della pandemia di coronavirus.
In Bulgaria il presidente e il vicepresidente sono eletti a maggioranza assoluta con voto popolare, in 2 turni se necessario, per un mandato di 5 anni con la possibilità di essere eletti per un secondo mandato. Il primo ministro è eletto dall’Assemblea nazionale, mentre i vice primi ministri sono nominati dal primo ministro. L’Assemblea nazionale è composta da 240 seggi i cui membri sono eletti direttamente nei collegi elettorali plurinominali con voto di rappresentanza proporzionale per un mandato di 4 anni.
Radev è un forte critico del primo ministro Boyko Borissov, il quale ha sostenuto le proteste anti-governative che hanno mostrato chiaramente la volontà dei bulgari di un cambiamento, quindi di riforme necessarie per la ripresa.
Le nuove riforme da far approvare riguardano la modernizzazione e la piena integrazione europea, un parlamento legittimo e un governo attivo, adeguato e funzionante e che partecipi il prima possibile agli sforzi sostenuti dall’Ue per diversificare le forniture regionali di gas naturale. Finora la Bulgaria è dipesa fortemente dalle importazioni di energia dalla Russia.
Inoltre le modifiche alla legge elettorale richieste dal presidente Radev riguardano la possibilità di far votare le persone in quarantena per il coronavirus e per dare ai bulgari all’estero il voto per corrispondenza.
Negli ultimi 10 anni il primo ministro Boyko Borissov ha dominato la politica bulgara, ma ha visto la sua popolarità calare la scorsa estate, dal momento che non è riuscito a sradicare il peso dei potenti magnati locali del Paese. Queste accuse hanno mobilitato i manifestanti in proteste volte a chiedere la sua estromissione.