Primo Piano
EGITTO. Costituzione: l’affluenza alle urne è stata del 38,6%
Notizie Geopolitiche - Nella recente consultazione referendaria in Egitto, che ha approvato la nuova Costituzione (la terza in tre anni) dopo la deposizione del presidente islamista Mohammed Morsi, ha pesato più il dato dell’affluenza alle urne che lo scontato risultato dei “sì”, che ha superato il 98%: si è recato infatti a votare il 38,6% del corpo elettorale, ovvero circa 20 milioni di egiziani sui 56 milioni di aventi a diritto.
RUSSIA. In corso operazioni antiterrorismo
Notizie Geopolitiche - Nella Russia caucasica è in corso da qualche giorno un’azione repressiva delle forze di sicurezza e di intelligence nei confronti dei secessionisti islamisti daghestani, i quali hanno minacciato in più occasioni di voler compiere attentati terroristici in occasione dei giochi olimpici di Sochi e che hanno già organizzato attacchi come quelli del dicembre scorso a Volgograd, dove kamikaze alla stazione e su un filobus hanno ucciso 42 persone.
IRAN. A Teheran la squadra Aiea
Notizie Geopolitiche - Nel quadro degli accordi raggiunti a Ginevra lo scorso 24 novembre sul nucleare iraniano e la sospensione delle sanzioni, è giunta a Teheran una squadra di tecnici ed esperti del’Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica), guidata dall’italiano Massimo Aparo, per incontrare i responsabili iraniani delle questioni nucleari.
AFGHANISTAN. Kamikaze fa strage di occidentali. 21 morti a Kabul
Agi/Afp - E' di 21 morti, 13 dei quali stranieri, il bilancio dell'attentato kamikaze compiuto dai talebani venerdì sera a Kabul, in un famoso locale della città, la Taverna du Liban, un ristorante libanese frequentato da diplomatici stranieri.
Kadyrov, ‘Doku Umarov, leader dell’Emirato del Caucaso, è morto’
Ramzan Kadyrov, presidente della Repubblica di Cecenia, ha affermato che Doku Umarov, leader di Imarat Kavkaz (Emirato del Caucaso), organizzazione terroristica che guida la lotta armata contro le forze di sicurezza locali e russe nel Caucaso del Nord e minaccia per l’intera Federazione, sarebbe morto in una operazione militare svolta durante il 2013.
MAURITIUS. Il Primo ministro annuncia il ritiro del riconoscimento alla Rads
Anche la Repubblica di Mauritius ha deciso di ritirare il riconoscimento alla Rads, l’autoproclamatasi Repubblica democratica araba Saharawi: lo si apprende da un comunicato stampa dell’Ufficio del Primo ministro Kailash Purryag, dove si legge che “Il governo di Mauritius intende operare un riesame della sua posizione su una serie di questioni internazionali.
Dossier. L’Iran all’epoca delle sanzioni dei forti sui deboli. Prima parte: la carenza di medicine
L’accordo sul nucleare iraniano, raggiunto a Ginevra lo scorso 24 novembre fra l’Iran ed il “5+1” (Usa, Gb, Russia, Francia, Cina + Germania), che prevede la rinuncia da parte di Teheran all'arricchimento dell’uranio oltre il 5%, soglia ben al di sotto del necessario per costruire armi nucleari, pone fine o per lo meno sospende per il periodo di prova di sei mesi le dure sanzioni della comunità internazionale nei confronti di Teheran, fortemente volute e caldeggiate in particolare dagli Stati uniti e da Israele.
GAZA. Lanciati 5 razzi verso Israele
Notizie Geopolitiche - Dopo l’annuncio di Israele di voler procedere alla costruzione di 1800 unità abitative a Gerusalemme Est ed in Cisgiordania, cosa che, di fatto, mette in seria crisi i negoziati di pace, cinque razzi artigianali sono stati sparati dalla Striscia di Gaza sulla città di Ashkelon, ma sono stati intercettati dal sistema di difesa israeliano Iron Dome.
RUSSIA. Eni, perfezionata cessione quota in Severenergia a Novatek e GazpromNeft
Il Velino – Eni annuncia che è stata perfezionata la cessione della quota del 60% detenuta nella società Arctic Russia a Yamal Development, società paritetica tra Novatek e GazpromNeft.
SIRIA. In corso la seconda Conferenza dei donatori della Siria, per l’emergenza umanitaria
Notizie Geopolitiche – E’ in corso a Kuwait City la seconda Conferenza dei donatori della Siria, evento voluto dalle Nazioni Unite al quale partecipano Ong e 60 paesi (fra cui l’Italia), durante il quale vengono raccolti fonti per fare fronte alle emergenze umanitarie dovute al conflitto siriano, che in tre anni ha fatto oltre 130mila morti, ma soprattutto milioni di profughi e di rifugiati per lo più nei paesi limitrofi, come la Giordania, la Turchia e il Libano.