Primo Piano
TURCHIA. Pkk, ‘interrotti trattative con Ankara e ritiro forze da Turchia’
I separatisti curdi del Pkk, il Partito del Lavoratori del Kurdistan, hanno annunciato oggi di aver deciso di sospendere il ritiro delle proprie forze dal territorio turco e di voler interrompere le trattative di pace con il governo di Ankara, guidato dal premier Tayyip Erdogan, in quanto, stando alle dichiarazioni dei leader del gruppo riportate dal quotidiano Hurriyet, l'esecutivo turco non avrebbe dimostrato nessun impegno per la risoluzione della questione curda e per “l'attuazione del processo di democratizzazione”.
Siria. Mosca propone di fermare l’attacco con la consegna delle armi chimiche: l’idea piace. Perché…
La proposta russa di fermare l’attacco degli Stati Uniti alla Siria con la messa delle armi chimiche di al-Assad sotto il controllo internazionale perché vengano distrutte, piace.
Siria. Kerry, ‘consegnare armi per evitare attacco’. Ma per l’Iraq fu la stessa cosa
Il Segretario di Stato Usa John Kerry ha dichiarato oggi alla stampa che se il presidente siriano, Bashar al-Assad, entro il termine della prossima settimana consegnerà le sue armi chimiche alla comunità internazionale potrebbe evitare l’attacco delle forze statunitensi contro il suo Paese ma, secondo il governo americano, “''non sembra sul punto di farlo”.
Domenico Quirico libero, ‘questa rivoluzione mi ha tradito: non è quella laica e democratica che avevo conosciuto’
E’ finalmente tornato in Italia Domenico Quirico, il 62enne inviato di guerra de “La Stampa” rapito ormai 5 mesi fa mentre cercava di raggiungere Homs e liberato ieri grazie al lavoro intenso del Ministero degli Esteri e dei Servizi segreti italiani: ad accoglierlo all’aeroporto di Ciampino, dove è giunto con un volo di Stato a mezzanotte e mezzo, il ministro Emma Bonino; insieme a Quirico ha viaggiato il belga Pier Piccinin, sequestrato insieme al giornalista italiano.
SIRIA. Papa Bergoglio, ‘guerra per vendere armi’
Continua l'offensiva mediatica di Papa Bergoglio, che dopo la veglia per la pace di ieri sera, oggi ha voluto ribadire il suo no convinto ad una guerra che potrebbe avere "altri interessi e non quelli della pace e del bene comune".
Siria. Kerry in cerca di firme, ma solo Francia e Usa sono disposti a scavalcare il voto delle Nazioni Unite
Dopo la sonante (ma prevista) spaccatura del G20 sulla questione siriana, il Segretario di Stato Usa, John Kerry, si è presentato oggi all’Assemblea informale, cioè “Gymnich”, dei ministri degli Esteri Ue in corso a Vilnius, in Lituania, paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione europea.
EGITTO. Nuove proteste dei Fratelli Musulmani, 3 morti
Notizie Geopolitiche - Migliaia di persone sono scese in piazza in Egitto per ripendere la protesta contro il governo Beblawi e contro i militari:le principali manifestazioni si sono avute ieri sera al Cairo, dopo la preghiera serale del Venerdì, ma si hanno notizie di disordini anche a Alessandria ed a Damietta.
EGITTO. I Fratelli Musulmani diventeranno illegali
Notizie Geopolitiche - Il giornale statale egiziano al-Akhbar ha riportato oggi la decisione del governo provvisorio a guida Beblawi di sciogliere l’organizzazione dei fratelli Musulmani: a comunicarlo il ministro della Solidarietà sociale Hany Mahana, il quale ha spiegato che “la decisione è stata presa, ma sarà annunciata all'inizio della prossima settimana nel corso di una conferenza stampa”.
IRAN. Zarif fa gli auguri per il capodanno ebraico, ‘l’Iran non nega l’Olocausto’
Notizie Geopolitiche - Il nuovo ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha inviato attraverso un Twitter gli auguri per il Rosh haShana, il capodanno ebraico; immediatamente gli ha risposto Christine Pelosi, figlia dell’ex speaker del Parlamento Usa, la quale gli ha scritto: “Grazie, il nuovo anno può essere migliore se l’Iran mette fine alla negazione dell’Olocausto”.
G20. Gelo sulla questione siriana: Putin riesce ad isolare Obama ed Hollande. Lettera di papa Francesco
Al forum del G20 di San Pietroburgo il gelo negli sguardi delle prime ore si è concretizzato con il nulla di fatto sulla questione siriana: le posizioni di Stati Uniti e Francia, favorevoli ad un intervento militare in Siria si sono scontrate con l’irremovibilità degli altri paesi, ovvero di chi sarebbe disposto ad un attacco ma solo dopo l’improbabile placet delle Nazioni Unite e di chi, come la Russia e la Cina (che al Coniglio di Sicurezza hanno anche diritto di veto) proprio non vuole sentir parlare di colpire il regime di Bashar al-Assad.