Iran. 11 giorni di guerra, da Usa e Israele versioni contrastanti sulla fine del conflitto

Teheran, ‘Mojtaba Khamenei è sano e salvo’. ‘Potremmo colpire centri economici e banche" statunitensi e israeliane presenti nella regione’.

di Sausan Khalil / Dire * –

All’alba dell’11mo giorno di guerra in Iran, nessuno dei protagonisti sembra dare segnali di cedimento. L’unica cosa a “scricchiolare” per ora sono le versioni di Trump e Netanyahu. Se da un lato, infatti, il presidente degli Stati Uniti ieri ha affermato che il conflitto si avvia al termine, il primo ministro israeliano ha corretto il tiro, affermando che la fine è ancora lontana.
Intanto le vittime della guerra salgono a circa 1300 e il numero sembra destinato ad aumentare dopo che il Pentagono ha annunciato la più intensa serie di attacchi sull’Iran. E proprio in tema di vittime, il figlio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian e consigliere del governo, Yousef Pezeshkian, ha riferito che la nuova guida supprema Mojtaba Khamenei è “sano e salvo”, smentendo le voci del suo assassinio circolate a seguito di una attacco israeliano.
Nelle ultime ore l’Iran ha annunciato che potrebbe colpire “centri economici e banche” statunitensi e israeliane presenti nella regione.
Sul piano internazionale il conflitto sta avendo pesanti ripercussioni su diversi fronti. Secondo quanto riferisce al-Jazeera, oggi il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite voterà una risoluzione introdotta dal Bahrein che condanna l’Iran per i suoi attacchi a diversi paesi arabi nella regione. La proposta di risoluzione chiede la fine immediata degli attacchi iraniani a Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania. Una posizione che si complica, quella dell’Iran, se si considera anche la posizione della Cina che, stando al portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, non sarebbe d’accordo con gli attacchi che hanno colpito i Paesi del Golfo, soprattutto con quelli rivolti ai civili e ai siti non militari.

* Fonte: agenzia Dire.