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Alcune immagini diffuse nelle ultime ore sui social media mostrano scene definite da testimoni come “apocalittiche” dopo gli attacchi che hanno colpito la base dei Pasdaran “Imam Ali” a Sanandaj, capoluogo della provincia iraniana del Kurdistan.

Secondo le prime ricostruzioni, la struttura militare del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC/KSIR) sarebbe stata colpita da una serie di bombardamenti nell’ambito della campagna di attacchi contro obiettivi militari iraniani. Le esplosioni avrebbero provocato vasti incendi e distruzioni nell’area della base e nei quartieri circostanti.

La base “Imam Ali” è considerata una delle principali installazioni militari dei Pasdaran a Sanandaj, città strategica nel Kurdistan iraniano. L’area ospita diverse strutture di sicurezza, tra cui caserme dell’IRGC, centri di intelligence e altre infrastrutture militari che rappresentano il cuore della presenza statale nella regione.

Negli ultimi giorni diversi obiettivi militari e governativi della città sono stati presi di mira, tra cui quartier generali dell’intelligence, strutture della polizia e altre installazioni legate alla sicurezza. Fonti locali riferiscono che gli ospedali della zona sarebbero stati rapidamente saturati dal numero di feriti dopo le esplosioni.

Gli attacchi contro Sanandaj si inseriscono nella più ampia campagna aerea contro obiettivi iraniani nelle province curde, iniziata all’inizio di marzo 2026 e condotta principalmente da Stati Uniti e Israele. La regione del Kurdistan iraniano è diventata uno dei principali teatri dei bombardamenti, con decine di basi e strutture militari colpite.

Nei primi giorni dell’offensiva sarebbero stati presi di mira oltre cento siti militari e di sicurezza nelle province curde iraniane, con centinaia di vittime tra le forze armate iraniane secondo fonti di monitoraggio regionali.

Video e fotografie circolati online mostrano colonne di fumo nero che si alzano sopra la città e edifici pesantemente danneggiati nei pressi delle installazioni militari. Alcuni filmati mostrano l’area della base “Imam Ali” devastata dalle esplosioni, con strutture crollate e incendi ancora in corso.

Al momento, tuttavia, molte informazioni restano difficili da verificare a causa del blackout parziale delle comunicazioni e delle restrizioni sull’accesso ai media nella zona.