di Enrico Oliari –
L’escalation delle tensioni tra Iran e Occidente e l’instabilità nel Golfo Persico iniziano a riflettersi anche sui consumi energetici in Italia. Nel fine settimana appena trascorso si è registrato un forte aumento delle vendite di carburanti sugli impianti nazionali, spinto da quello che gli operatori definiscono ormai un vero e proprio “effetto panico” tra gli automobilisti.
Secondo quanto rilevato dal settore, diversi distributori hanno registrato picchi di erogato per gasolio, benzina verde e altri prodotti petroliferi, con un incremento significativo rispetto ai livelli delle settimane precedenti.
“Avevamo già notato un cambio anomalo delle vendite in aumento nella scorsa settimana, ma era presto per considerarlo un comportamento dei consumatori di corsa al pieno di benzina”, spiega Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia. “Nel weekend però il fenomeno è diventato più evidente”.
L’aumento dei consumi si inserisce nel quadro della cosiddetta “crisi di Hormuz”, legata alle tensioni nell’area strategica dello stretto da cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale. Una situazione che sta spingendo al rialzo le quotazioni internazionali dell’energia.
Marsiglia richiama l’attenzione anche sul possibile intervento del Governo: “Se il Governo Meloni interviene sulle accise, possiamo mantenere un equilibrio sia sui consumi sia sulle tasche degli italiani. Attendiamo di conoscere come verrà disposto il provvedimento sull’Accisa Mobile e altre misure mirate, e soprattutto se si riuscirà a intervenire tempestivamente”.
Il presidente di FederPetroli sottolinea come il problema non riguardi solo i prezzi, ma la necessità di una visione energetica più ampia. “I prezzi del greggio sono in continua salita e le quotazioni sono fuori dalla scala della normalità. Senza un intervento del Governo la situazione può diventare difficile. Parliamo di prodotti essenziali per i consumi quotidiani. Il nostro Paese ha bisogno di una Strategia Energetica Nazionale, oggi assente, che permetta all’Italia di essere più indipendente anche nei momenti di crisi internazionale”.
Nel frattempo i rialzi sono già visibili alla pompa. Nella giornata odierna si registra un nuovo aumento dei prezzi self service, con gasolio a 1,889 euro al litro e benzina verde a 1,729 euro.
Anche i mercati energetici confermano il trend al rialzo: il gas naturale al TTF di Amsterdam sale a 64,34 euro/MWh, mentre il petrolio continua a correre con Brent a 106,70 dollari al barile e WTI a 99,87 dollari.
Un quadro che lascia presagire possibili ulteriori tensioni sui prezzi dei carburanti nelle prossime settimane, soprattutto se la crisi geopolitica nel Medio Oriente dovesse proseguire.












