Iran. GNL deviato verso l’Asia, l’Europa scopre la sua fragilità energetica

di Giuseppe Gagliano

Le metaniere che cambiano rotta nell’Atlantico per dirigersi verso l’Asia segnalano una nuova tensione nel mercato globale del gas naturale liquefatto. In una fase di offerta più limitata, il mercato non premia chi ha più bisogno ma chi paga di più e più rapidamente, riaprendo una competizione diretta tra Europa e Asia per assicurarsi i carichi disponibili.
Secondo Bloomberg almeno due navi hanno invertito la rotta negli ultimi giorni dopo altre tre deviazioni simili. Reuters segnala che diversi carichi vengono dirottati verso l’Asia, dove gli acquirenti cercano di sostituire volumi mediorientali persi o ritardati a causa della crisi nel Golfo. Il conflitto in Medio Oriente ha infatti colpito uno dei nodi più sensibili del sistema energetico mondiale, lo stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20 per cento del GNL globale.
La conseguenza immediata è una competizione sempre più intensa tra i due principali poli importatori. Paesi asiatici come Giappone, Corea del Sud, India e Cina hanno un forte incentivo a garantirsi forniture e sono spesso disposti a pagare premi più elevati sul mercato spot. Questo spinge i trader a deviare le navi verso est e costringe l’Europa a rincorrere i carichi disponibili.
Per il continente europeo il rischio riguarda non solo i prezzi ma anche le scorte. Se nelle prossime settimane arriverà meno GNL, gli stoccaggi potrebbero restare molto più bassi della media. Secondo stime citate da Reuters, le riserve europee potrebbero chiudere marzo tra il 22 e il 27 per cento, contro una media quinquennale del 41 per cento, lasciando il sistema energetico in una posizione più fragile all’inizio della stagione di riempimento estiva.
Uno scenario alternativo prevede che l’Europa riesca comunque a garantirsi le forniture necessarie, ma a costi più elevati. In questo caso non si avrebbe una scarsità immediata di gas, ma una pressione crescente sui prezzi dell’energia, sui costi industriali e sui conti pubblici. I rialzi del riferimento europeo TTF e del GNL spot asiatico indicano già una crescente tensione del mercato.
La crisi potrebbe però avere anche effetti più profondi. Se le deviazioni delle navi diventassero sistematiche e i tempi di navigazione si allungassero per evitare aree di rischio, le rotte globali del gas potrebbero cambiare. In uno scenario di competizione permanente tra Asia ed Europa, il GNL tornerebbe a essere non solo una merce ma uno strumento di potere economico e geopolitico.
Secondo dati citati dagli analisti di Kpler, circa 5,8 milioni di tonnellate di offerta di GNL potrebbero essere state rimosse dal mercato nel mese di marzo, contribuendo alla crescita dei prezzi sia in Europa sia in Asia. Il segnale è che una perturbazione nel Golfo è sufficiente a mettere sotto pressione l’intero sistema energetico euroasiatico.
Il dirottamento delle metaniere evidenzia infine un limite strutturale europeo. Senza una maggiore autonomia energetica, l’autonomia strategica resta fragile. Nel momento di tensione il continente non controlla i flussi ma compete per acquistarli, in un mercato in cui le navi si dirigono dove il prezzo è più alto e il rischio geopolitico ridisegna gli equilibri globali.