di Guido Keller –
Un drone FPV collegato tramite cavo ottico è stato utilizzato per la prima volta in un attacco contro la base militare statunitense Victory, situata nei pressi dell’aeroporto internazionale di Baghdad. L’azione è stata rivendicata dal gruppo Kataib Hezbollah, milizia sciita irachena legata all’Iran.
Secondo fonti locali e analisti della sicurezza, l’operazione rappresenta un’evoluzione tecnologica significativa nelle modalità di attacco delle milizie filo-iraniane in Iraq. Il drone impiegato, guidato tramite un sistema a fibra ottica, sarebbe in grado di evitare le interferenze dei sistemi di guerra elettronica normalmente utilizzati dalle forze statunitensi per neutralizzare i velivoli senza pilota. A differenza dei droni tradizionali controllati via radio, il velivolo sarebbe stato collegato all’operatore tramite un sottile cavo in fibra ottica che trasmette il segnale di controllo e le immagini in tempo reale, rendendolo quasi immune al jamming elettronico, una delle principali contromisure adottate dalle basi militari occidentali. L’impiego di questa tecnologia, già osservata in altri teatri di guerra recenti, segna un possibile salto qualitativo nelle capacità operative delle milizie irachene.
La base Victory fa parte del complesso militare situato vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad, storicamente uno dei principali hub logistici delle forze statunitensi nel Paese e sede di infrastrutture militari e personale della coalizione internazionale impegnata nelle operazioni contro gruppi jihadisti. Non sono stati diffusi dettagli ufficiali su eventuali danni o vittime e le autorità statunitensi non hanno ancora rilasciato una dichiarazione completa sull’accaduto.
L’attacco si inserisce in una fase di crescente tensione tra le milizie sciite filo-iraniane e le forze statunitensi presenti in Iraq; negli ultimi anni gruppi armati legati alla cosiddetta “Resistenza islamica in Iraq” hanno intensificato gli attacchi con razzi e droni contro basi che ospitano militari americani.
L’introduzione di droni controllati tramite fibra ottica potrebbe rappresentare una nuova sfida per i sistemi di difesa delle basi militari, aprendo una fase di ulteriore evoluzione nel confronto tecnologico tra milizie e forze occidentali.












