La Svezia decide oggi il proprio futuro politico in una delle elezioni più incerte degli ultimi anni. Il blocco di sinistra guidato dai Socialdemocratici di Magdalena Andersson e quello di centrodestra del primo ministro Ulf Kristersson sono arrivati al voto praticamente appaiati, con la possibilità che per la prima volta i Democratici di Svezia entrino direttamente nel governo.
I seggi resteranno aperti fino alle 20, quando saranno diffusi i primi exit poll, mentre le prime proiezioni basate sullo scrutinio sono attese nelle ore successive.
Per buona parte della campagna elettorale i sondaggi avevano assegnato ai quattro partiti del blocco di sinistra un vantaggio relativamente ampio. Negli ultimi giorni, tuttavia, la distanza si è progressivamente ridotta, trasformando il voto in una sfida aperta tra le due coalizioni.
Magdalena Andersson, leader dei Socialdemocratici ed ex primo ministro, punta a riportare la sinistra alla guida del Paese. Al centro del suo programma figurano il rafforzamento dello stato sociale e nuove misure a sostegno delle famiglie colpite dall’aumento del costo della vita.
Sul fronte opposto Kristersson rivendica i risultati ottenuti dal suo governo soprattutto nel contrasto alla criminalità organizzata e nella gestione dell’immigrazione. Il primo ministro uscente ha promesso, in caso di riconferma, di concentrare maggiormente l’azione dell’esecutivo sulle condizioni economiche e sulla vita quotidiana degli svedesi.
A rendere particolarmente significativo il voto è soprattutto il ruolo dei Democratici di Svezia. Negli ultimi quattro anni il partito nazionalista e anti-immigrazione ha sostenuto dall’esterno il governo Kristersson, esercitando una notevole influenza sulle politiche dell’esecutivo senza però ottenere incarichi ministeriali.
Questa volta lo scenario potrebbe cambiare. Kristersson ha infatti aperto alla possibilità di assegnare ai Democratici di Svezia posti nel governo qualora il blocco di destra conquistasse la maggioranza parlamentare. Sarebbe la prima partecipazione diretta del partito all’esecutivo nazionale e segnerebbe un ulteriore cambiamento negli equilibri politici del Paese scandinavo.
Il risultato dipenderà quindi non soltanto dal partito più votato, ma dai rapporti di forza complessivi tra gli otto partiti dei due schieramenti. Con un margine ridotto a pochi punti percentuali, anche piccoli spostamenti dell’elettorato potrebbero risultare decisivi per determinare chi guiderà la Svezia nei prossimi quattro anni.



