Necessario potenziare la condivisione di informazioni di intelligence tra gli Stati membri e migliorare il coordinamento dell’UE per il rilevamento precoce
Indispensabile la cooperazione con la NATO per rafforzare la preparazione e la resilienza europee
La Russia rappresenta la minaccia principale; attive anche Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord
A suspected Russian military drone has been recovered from the Baltic Sea off the Polish coast, according to Defence Minister Wladyslaw Kosiniak-Kamysz. It comes a day after Russian drone strikes on targets in Ukraine near the Polish border. Kosiniak-Kamysz says that soldiers retrieved the device near the beach in Rusinowo, a small holiday village close to Jaroslawiec, in the northwest of the country.
Gli europarlamentari mettono in guardia contro l’aumento degli attacchi ibridi ai danni dell’UE, attribuendone la responsabilità principale alla Russia e ai suoi intermediari (o “proxy”).
Con 470 voti a favore, 129 contrari e 62 astensioni, il Parlamento ha adottato mercoledì una risoluzione che mette in guardia dagli attacchi ibridi, definiti come azioni deliberate e coordinate, basate su attività di intelligence e condotte dagli Stati anche attraverso attori non statali, intermediari e soggetti delegati. Tali attacchi mirano a destabilizzare l’UE e i suoi Stati membri e possono essere condotti simultaneamente in diversi ambiti, tra cui guerra informativa e cognitiva, la cibersicurezza e le infrastrutture critiche.
Secondo i deputati, tali azioni sono concepite per apparire come incidenti isolati e rimanere al di sotto della soglia del conflitto armato, pur avendo il potenziale di produrre effetti paragonabili a quelli di un’aggressione convenzionale, rendendo così molto più difficile l’attribuzione della responsabilità e l’attuazione di una risposta efficace. Il Parlamento afferma che la Russia, agendo direttamente o tramite vari proxy, come la Bielorussia, rappresenta la più grave minaccia ibrida per l’UE. I deputati rilevano inoltre che anche la Cina, l’Iran, la Corea del Nord e altri attori conducono campagne ibride volte a minare le democrazie europee e a compromettere gli interessi di sicurezza dell’UE.
Dalla frammentazione a una risposta decisiva.
In un contesto di sicurezza in fase di deterioramento, i deputati sostengono che l’UE debba passare da una strategia reattiva a una proattiva, sfruttando le proprie risorse per ostacolare, dissuadere e rispondere alle minacce ibride, anche aumentando in modo credibile i costi per chi le compie. Secondo i deputati, tra gli elementi centrali di questo approccio figurano la prevenzione, l’anticipazione tempestiva delle minacce, il monitoraggio continuo delle vulnerabilità strategiche per neutralizzare le azioni ostili prima che abbiano effetti sistemici e la condivisione di un quadro comune delle minacce.
Il Parlamento chiede ai paesi dell’UE di intensificare la condivisione di informazioni di intelligence e di rafforzare la cosiddetta capacità unica di analisi dell’intelligence (SIAC), che dovrebbe costituire il polo unico per l’intelligence all’interno delle istituzioni dell’UE. Gli eurodeputati chiedono inoltre che il ruolo dell’UE nell’aggregazione di dati transfrontalieri, finalizzata a individuare schemi di campagne ibride coordinate e a coordinare procedure comuni per una consapevolezza condivisa della situazione e per l’attribuzione delle responsabilità, sia formalmente riconosciuto come competenza dell’UE in materia di coordinamento e sostegno. Sollecitano altresì un nuovo piano d’azione trasversale dell’UE contro la guerra ibrida.
Nella relazione, i deputati individuano anche i limiti dell’azione dell’UE, sostenendo che un ruolo più incisivo dell’Unione debba rispettare le responsabilità degli Stati membri, il principio della “necessità di conoscere” (need-to-know) e la protezione delle informazioni classificate nazionali. Si invoca inoltre a una maggiore cooperazione tra UE e NATO per rafforzare la preparazione, la resilienza e la capacità di deterrenza dell’Europa di fronte alle minacce ibride.
“Per troppo tempo l’Europa ha temuto che una risposta più decisa potesse provocare Mosca. Ma è vero il contrario. Putin continua a oltrepassare un limite dopo l’altro e la guerra ibrida della Russia sta assumendo un carattere sempre più dinamico. Il Cremlino interpreta la nostra esitazione come debolezza. Non dobbiamo temere di rispondere con fermezza e di imporre conseguenze reali per l’aggressione russa” ha affermato la relatrice Rasa Juknevičienė (PPE, Lituania).



