Categoria: L’Analisi
I curdi iracheni
I Kurdi iracheni sono stati il settore della popolazione dell’Iraq che ha sostenuto maggiormente l’invasione americana.
“5651”: la Turchia adotta la censura in nome del confessionalismo. E c’è chi la vorrebbe in Europa.
5651 è un numero che i turchi, da quest’anno, non dimenticheranno facilmente.
Palestina: l’epurazione si fa burocratica. Intervista ad Adel Abu Rawwa
Quando sulla striscia di Gaza e sulla Cisgiordania non volano gli F16 con la Stella di David e i non meno temibili elicotteri Apache, a tenere sotto pressione la popolazione palestinese, giunta ormai allo stremo, ci pensano i burocrati di Tel Aviv.
Benvenuti nella Repubblica federale del Sud Sudan
Il 9 luglio non è una data come tutte le altre per la parte meridionale del Sudan: è la data dell’indipendenza, il giorno zero dell’anno zero di una nuova era.
Interrogativi (leciti) sulla morte di Bin Laden
Il mondo dell’Occidente, quello, per intenderci, che distrugge le economie di mezzo mondo, costringe le popolazioni alla fame e poi scatena le guerre nel momento in cui qualcuno osa reagire, ha salutato con toni trionfalistici la morte di Osama Bin Laden: urla di giubilo nelle piazze statunitensi ed europee (unica protesta da parte degli indiani americani, i quali hanno contestato il nome dell’operazione, ‘Geronimo’), festeggiamenti fino a notte fonda per le strade di Ground Zero per quella che è, nelle esaltazioni euforiche, un’importante vittoria nella ‘guerra al Male’.
Eritrea: il presidente – dittatore Isaias Afewerki sempre più in crisi
L’Eritrea è uno dei pochi paesi di ispirazione pseudo-socialista che ancora resistono nello scacchiere internazionale, benché il paese si collochi per reddito pro capite, circa 600 euro, al 175esimo posto e per Pil, poco meno di 3.000 milioni di euro, al 156esimo posto.
In Afghanistan continua la guerra degli USA e dei suoi servi ai talebani. E intanto la Cina fa l’asso piglia tutto.
Membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, la Cina ha sempre sostenuto gli interventi militari in Afghanistan conseguenti agli attacchi dell’11 settembre 2001, partecipando attivamente ed inviando, tra l’altro, un insolito contingente fatto di ingegneri, tecnici e lavoratori.