Primo Piano
Libia. Il generale Haftar ci riprova: attacco autonomo alle milizie jihadiste di Bengasi, con missili e raid aerei
Ancora episodi di sangue nel caos libico, dove, dalla caduta di Gheddafi, il governo centrale non controlla che poche parti del territorio e della vita sociale del paese, mentre il resto è in mano a tribù spesso belligeranti fra loro, a milizie autonome, gruppi jihadisti, trafficanti e persino brigate dell’ancien regime: ammonta a 79 morti e 200 feriti il bilancio delle vittime degli scontri scoppiati a Bengasi, nell'est della Libia, tra miliziani islamici e un gruppo armato fedele a un ex generale della Rivoluzione.
Fotonotizia del giorno
Turchia.
TURCHIA. Tragedia della miniera di Soma: scontri tra manifestanti e polizia
Notizie Geopolitiche - Ancora proteste in Turchia per la tragedia della miniera di Soma, dove si stima che le vittime possano essere 300: proprio nella città adiacente l'impianto minerario vi sono stati tafferugli fra i 10mila manifestanti e gli agenti di polizia, che hanno poi fatto ricorso ai gas lacrimogeni, ai proiettili di gomma, agli idranti e ai manganelli.
SIRIA. Incontro degli “amici della Siria”. Usa, ‘maggior sostegno all’apposizione’
Notizie Geopolitiche - Nel caos siriano, dove ormai è un tutti contro tutti, ovvero esercito governativo (che guadagna terreno ogni giorno) alleato di Hezbollah libanesi e di pasdaran iraniani contro insorti a loro volta contro gli jihadisti legati ad al-Qaeda ma fratturati in fazioni in lotta, i ministri degli Esteri di 11 paesi europei si sono comunque voluti incontrare a Londra con le opposizioni a Bashar al-Assad nella conferenza degli "Amici della Siria", gruppo un tempo assai più numeroso.
UCRAINA. I filorussi lanciano un ultimatum. E Putin ricorda all’Ue gli obblighi contrattuali di Kiev
Notizie Geopolitiche - Le milizie filo-russe dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk hanno minacciato con un ultimatum un'operazione militare nei confronti dell'esercito ucraino, se questi non verrà ritirato dalla regione.
UCRAINA. Colloqui a Kiev con gli autonomisti. Non partecipano i filo-russi
Notizie Geopolitiche - Sono partiti a Kiev i colloqui fra i rappresentanti del governo provvisorio ed alcuni leader delle regioni orientali, ad esclusione dei filo-russi, che hanno rifiutato di prendere parte all'incontro.
Proteste in Vietnam per la piattaforma di Pechino alle Paracell: 15 le fabbriche cinesi incendiate
Forti proteste in Vietnam dove i manifestanti nazionalisti hanno preso d'assalto, saccheggiato e incendiato una quindicina di fabbriche cinesi: a scatenare la rabbia popolare, inusuale nel paese retto dal regime totalitario comunista che vede come presidente della Repubblica Truong Tan Sang e come premier Nguyen Tan Dung, è stata la decisione di Pechino di costruire una piattaforma petrolifera al largo delle isole contese di Paracel.
UCRAINA. Plebiscito di sì al referendum separatista
Notizie Geopolitiche - Il primo effetto dell'esito scontato del referendum (non riconosciuto dall'Occidente) con il quale le due autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk hanno dimostrato la loro autodeterminazione da Kiev, è senza dubbio quello di mantenere alta la tensione, al punto che Denis Pushilin, leader della regione di Donetsk, ha già fatto sapere che dalle sue parti non si voterà alle presidenziali del 25 maggio.
UCRAINA. Rapiti e rilasciati a Donetsk membri della Croce Rossa, ‘spie del Pravi Sektor’
Notizie Geopolitiche – I filo-russi di Donetsk, che ieri hanno rapito 7 membri della Croce Rossa, tra i quali un cittadino svizzero, dopo aver assaltato la loro sede nella città ucraina, hanno reso noto che il loro gesto era motivano dal fatto che gli operatori sanitari e parasanitari erano in realtà spie al soldo di Kiev e dell’Occidente.
SIRIA. I militari siriani entrano a Homs
Notizie Geopolitiche – E’ terminato il ritiro degli jihadisti e degli insorti da Homs, città che tenevano da due anni e che ha subito un lungo assedio da parte delle forze dell’esercito regolare: gli accordi hanno previsto la possibilità per gli occupanti, ormai stremati, di lasciare la città in cambio della liberazione di prigionieri militari siriani e di agenti russi e iraniani.