ROVANIEMI — Si riuniscono questa mattina all’Arktikum, il centro scientifico e museo di Rovaniemi, capoluogo della Lapponia finlandese piantato sul Circolo polare artico, i leader europei convocati dal premier finlandese Petteri Orpo per il primo Vertice artico dell’Unione. La cena di lavoro di domenica sera ha aperto i giochi; oggi arriva la sostanza. Attorno al tavolo il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier polacco Donald Tusk, la danese Mette Frederiksen, i vertici di Estonia, Lettonia, Lituania e Romania, il presidente del Consiglio europeo António Costa e l’Alta rappresentante Kaja Kallas. La posta è dichiarata: chi controlla l’Estremo Nord, le sue rotte e le sue risorse.
L’esito, in buona parte, è già scritto. Nella bozza del comunicato finale vista da Bloomberg i leader chiedono all’Ue «di assumere un ruolo più strategico e proattivo nell’Artico europeo» e di impegnare «risorse adeguate», in linea con le mutate realtà geopolitiche. Bruxelles sta aggiornando la propria strategia artica — che risale a prima dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina — e la revisione peserà sulla ripartizione dei fondi comuni.
Orpo, il padrone di casa, non nasconde la logica dell’operazione. «Poiché la corsa all’uso e al controllo dell’Artico è con russi e cinesi, c’è un interesse comune» tra Europa e Stati Uniti ad agire insieme, ha detto a Bloomberg. L’Artico, ha aggiunto, è il luogo «dove gli interessi convergono»: Washington chiede agli europei di farsi carico della propria difesa, e proprio lassù la Russia mantiene alcuni dei suoi siti militari più critici.
Perché proprio ora? Perché il Nord non è più una periferia gelata ma un corridoio commerciale. Sulla Rotta del Mare del Nord — il passaggio a nord-est che costeggia la Siberia — Helsinki attende per la prima volta nel 2026 oltre 40 milioni di tonnellate di merci, spinte soprattutto dall’aumento degli scambi tra Russia e Cina, ma anche dalle tensioni nello Stretto di Hormuz che rendono più attraenti le vie polari. Il ghiaccio che si ritira apre autostrade marittime e giacimenti: la partita vera è chi ne fisserà le regole.
L’ombra della Groenlandia
Sul vertice pesa anche il convitato di pietra americano. Donald Trump continua ad ambire alla Groenlandia, territorio autonomo danese, e la presenza di Frederiksen a Rovaniemi dà al summit un sapore di solidarietà continentale. Il premier greco Kyriakos Mitsotakis ha avvertito che ogni mossa per alterare lo status dell’isola sfiderebbe direttamente la Nato e aggraverebbe i rapporti transatlantici. Eppure Orpo tiene aperta la porta a Washington: la rivalità, insiste, è con Mosca e Pechino, non tra alleati.
Dietro la coreografia polare c’è poi un calcolo tutto finlandese. «Per me il Vertice artico europeo è un’occasione unica per raccogliere il contributo dei massimi leader europei per la nuova Strategia artica», ha detto Orpo — e portare fisicamente Merz, Tusk e Costa sul Circolo polare è il modo più efficace per convincerli che i soldi europei devono salire verso nord. Nessun obiettivo finanziario è stato fissato, e non a caso: l’autunno, ammette lo stesso premier, sarà decisivo per i negoziati sui fondi. Il vertice serve a preparare il terreno. Il conto arriverà dopo.
