L’Indonesia ha accolto la sua prima portaerei, la Giuseppe Garibaldi, ex unità della Marina militare italiana. La nave è arrivata venerdì nella base navale di Tanjung Priok, nel porto di Giacarta, dove è stata ricevuta con una cerimonia ufficiale.
Ritirata dal servizio in Italia nel 2024, la Garibaldi sarà formalmente incorporata nella Marina indonesiana la prossima settimana con il nome di KRI Gajah Mada, in omaggio al celebre comandante dell’epoca Majapahit, considerato una delle figure storiche più importanti nella costruzione dell’idea di un arcipelago indonesiano unito.
Il trasferimento rientra nell’intensificazione dei rapporti di cooperazione militare tra Roma e Giacarta. L’Italia ha concordato la cessione della nave attraverso un meccanismo di concessione, anche nel quadro dei propri interessi commerciali nel settore della difesa, tra cui possibili accordi per sottomarini e velivoli. La consegna consente inoltre a Roma di evitare i costi legati allo smantellamento dell’unità.
Una piattaforma per elicotteri, droni e soccorsi.
Il governo del presidente Prabowo Subianto non intende utilizzare la Garibaldi principalmente come portaerei destinata al lancio di jet da combattimento. Il progetto prevede invece la trasformazione della nave in una piattaforma mobile per elicotteri, droni, sorveglianza marittima e interventi di emergenza.
Secondo le autorità indonesiane, la nave potrebbe ospitare fino a dieci elicotteri di medie dimensioni e trasportare grandi quantità d’acqua per contribuire allo spegnimento degli incendi nelle foreste e nelle aree torbose. Questi roghi provocano frequentemente dense nubi di fumo che si estendono anche verso altri Paesi del Sud-Est asiatico.
Prabowo ha inoltre indicato la possibilità di impiegare droni imbarcati e di utilizzare la nave come centro di comando mobile durante terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni e altre calamità. L’Indonesia si trova infatti lungo l’Anello di Fuoco del Pacifico, una delle aree del mondo maggiormente esposte a fenomeni sismici e vulcanici.
Con l’ingresso della Garibaldi, l’Indonesia diventerà il secondo Paese del Sud-Est asiatico a disporre di una portaerei. L’altro è la Thailandia, che dal 1997 possiede la HTMS Chakri Naruebet, acquistata dalla Spagna.
Dubbi sui costi.
L’acquisizione ha però alimentato forti perplessità tra analisti militari, economisti e parlamentari dell’opposizione. Il ministero delle Finanze indonesiano ha autorizzato nel 2025 un finanziamento da circa 450 milioni di dollari per il programma legato alla nave. Alcuni esponenti politici ritengono tuttavia che la spesa complessiva, inclusi ammodernamento, infrastrutture e gestione operativa, possa essere molto più elevata.
Il deputato TB Hasanuddin, membro della Commissione parlamentare per la difesa e gli affari esteri, ha stimato che il solo adeguamento della nave potrebbe arrivare a circa 16.000 miliardi di rupie, pari a quasi 900 milioni di dollari.
A pesare sul dibattito è anche l’età dell’unità: la Garibaldi ha circa 41 anni. Gli esperti sottolineano che i costi non si limiterebbero alla ristrutturazione, ma comprenderebbero addestramento degli equipaggi, manutenzione, carburante, sistemi d’arma, pezzi di ricambio e strutture portuali adeguate.
La strategia militare di Prabowo.
Il rafforzamento della difesa è tra le priorità dell’amministrazione Prabowo, che ha annunciato programmi per acquistare sottomarini, fregate, aerei da combattimento e missili. Il presidente punta inoltre a espandere la cooperazione militare dell’Indonesia con diversi Paesi.
Secondo Muhammad Fauzan Malufti, del Center for Strategic and International Studies, la scelta della portaerei dovrebbe essere guidata da esigenze operative concrete e dalla capacità del Paese di sostenerne i costi nel lungo periodo.
L’analista ha richiamato il caso thailandese, sostenendo che la portaerei di Bangkok abbia trascorso gran parte della sua vita operativa in porto a causa di limitazioni finanziarie e tecniche. Per questo, ha avvertito, l’Indonesia dovrebbe valutare attentamente se le risorse destinate alla Garibaldi non potrebbero essere impiegate più efficacemente per aumentare il numero di fregate o potenziare altri settori della Marina.
Anche Khairul Fahmi, dell’Institute for Security and Strategic Studies, considera le portaerei non prioritarie per la difesa indonesiana. A suo giudizio, il Paese avrebbe maggiore necessità di sottomarini, fregate e sistemi d’arma asimmetrici per impedire a eventuali avversari di operare liberamente nelle acque territoriali.
La nave potrebbe tuttavia avere un valore strategico e simbolico. In un Paese formato da migliaia di isole, una grande piattaforma mobile potrebbe essere impiegata per missioni militari, controllo marittimo, soccorso e gestione delle emergenze. Resta però aperta la questione principale: se la Garibaldi rappresenterà uno strumento realmente utile per l’Indonesia o un costoso simbolo delle ambizioni del Paese di affermarsi come potenza marittima regionale.



