Primo Piano
Colombia. Santos firma un nuovo accordo con le Farc. Ma questa volta niente referendum
Dopo essersi scottato il 2 ottobre con la clamorosa bocciatura referendaria degli accordi di pace, il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha lavorato intensamente nelle ultime settimane con i leader delle Farc-Ep per ridisegnare un nuovo accordo, il quale è stato sottoscritto oggi con il loro rappresentante, Timoleon Jimenez (alias Timoshenko).
Cooperazione Italia – Armenia: dopo la visita di Gentiloni ne parliamo con l’ambasciatrice Bagdassarian
La recente visita in Armenia del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni richiama l’attenzione su un paese con cui l’Italia ha relazioni stabili e durature per motivi di natura storica, religiosa, culturale e - questo è l’auspicio di entrambi i governi - anche economica.
Turchia. Erdogan dà l’ultimatum a Bruxelles, poi ‘passeremo con il Patto di Shanghai’
“Tutti dentro” era un film del 1984 diretto ed interpretato da Alberto Sordi, ma sembra anche essere lo slogan della Turchia di oggi, dopo che su volere del presidente Recep Tayyip Erdogan sono finiti negli ultimi tempi dietro alle sbarre, per un motivo o per l’altro, giornalisti, deputati curdi, politici dell’opposizione, insegnanti gulenisti, magistrati, dirigenti pubblici, militari e persino diplomatici.
Usa. I nomi dei primi tre uomini chiave: Flynn (Sicurezza), Pompeo (Cia) e Sessions (Giustizia). E sono falchi
Ancora il presidente Usa eletto, Donald Trump, non ha fatto il nome del suo segretario agli Esteri, anche se i papabili in questo momento sono l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani e Mitt Romney, mentre sono ormai certe le figure che ricopriranno i tre ruoli chiave di consigliere per la Sicurezza Nazionale, di segretario alla Giustizia e di capo della Cia: si tratta di falchi, spesso criticati per le loro uscite dai toni forti.
Tunisia. Prima seduta per le vittime dei regimi di Bourghiba e di Ben Alì
TUNISI.
Cop22: prudenza e incertezza non aiutano il clima. Re Mohammed del Marocco, ‘in gioco l’esistenza dell’uomo’
C’è voglia di risultati concreti alla Cop 22 in corso a Marrakesh, in Marocco: l’impressione che si ha è che le grandi potenze continuino a mostrare un atteggiamento di eccessiva prudenza, soprattutto per l’inaspettata elezione negli Usa di Donald Trump, che ha definito il problema del clima “una bufala” e che, come ha riferito l'agenzia di stampa Reuters rifacendosi ad una fonte del team presidenziale di transizione, starebbe cercando il modo di aggirare la “clausola di recessione”, la quale prevede che i paesi firmatari non si possano tirare indietro prima di quattro anni.
Ucraina, Minsk-2 e Crimea: intervista all’ambasciatore di Kiev a Roma Yevhen Perelygin
Nel paese dove si prende parte su tutto, dove basta seguire un “tiggì” per erigersi ad esperti di geopolitica, capita che le crisi internazionali siano vissute come partite di calcio, dimentichi del fatto che spesso sul campo non scorre la palla, ma il dramma di intere popolazioni, e che in gioco è il futuro delle generazioni che verranno.
Attesa in Europa per le mosse di Trump. Stoltenberg, ‘soli è impossibile’. Mogherini, ‘lavorare insieme’
A elezione ormai fatta, Donald Trump prosegue con la politica dello smorzamento dei toni usati in campagna elettorale e, dopo aver risparmiato l’impianto dell’Obamacare e glissato sui processi promessi contro Hillary Clinton, nelle ultime dichiarazioni è passato dagli 8 milioni di clandestini che aveva promesso di rimpatriare a 3 milioni con precedenti penali, e dal muro lungo il confine con il Messico ad una più mitigata barriera, che peraltro esiste già.
Usa. Trump si ammorbidisce, ‘manteniamo l’impianto dell’Obamacare’. Non si fermano le proteste
Ci sono importanti novità sul piano politico Usa: se non siamo davanti ad un ripensamento della politica di Trump, di certo c'è uno smorzamento dei toni e la ricerca, pur preservando la diversa impostazione, di una strategia più morbida, almeno per quanto riguarda la politica interna.
Trump: Nato, Russia, Ttip… saltano gli schemi geopolitici. E l’Ue è chiamata a maggiore responsabilità
Si intensificano le proteste negli Usa contro il neo-presidente Donald Trump, con manifestazioni e cortei spontanei un po’ ovunque, specialmente nelle roccaforti democratiche come New York: nella maggior parte dei casi si è trattato di eventi pacifici, con cartelli "Love Trumps Hate" ("L'amore vince sull'odio") e "Trump Grabbed America by the Pussy" (parafrasi volgare di una frase tratta dalle registrazioni di Trump), ma gli agenti hanno effettuato una quindicina di arresti a Los Angeles per azioni violente e contro il patrimonio.