LONDRA — Un milione di sterline al mese, per trentasei mesi. Fino all’agosto 2029, l’ultima data utile entro cui il premier laburista Andy Burnham può convocare le elezioni. È il calendario della donazione più grande mai registrata nella politica britannica: 36 milioni di sterline, 48,7 milioni di dollari, annunciati venerdì da Ben Delo a favore di Reform UK, il partito di Nigel Farage.

Il record precedente — riferisce Reuters — apparteneva ai conservatori: 10 milioni lasciati in eredità da Lord John Sainsbury nel 2022. Delo lo ha più che triplicato in un solo annuncio, e con un partito che già quest’anno aveva raccolto cinque volte i Tory e oltre sei volte il Labour. Con un gesto, il quarantaduenne miliardario delle criptovalute ha trasformato Reform nella macchina elettorale meglio finanziata del Regno Unito.

Delo dice di volere un «combattimento leale» con i due grandi partiti, il Labour al governo e i conservatori all’opposizione, e di pagare perché Reform «si prepari al governo». In un editoriale sul Telegraph, quotidiano britannico di destra, ha spiegato che la sua «conclusione dai recenti guai di Reform è che dovrebbero passare meno tempo a raccogliere fondi e più tempo a prepararsi a governare». Tradotto: ai soldi pensa lui, Farage pensi a Downing Street.

Ma chi è il benefattore? Nato a Sheffield nel 1984, doppia laurea con lode a Oxford in matematica e informatica, un primo impiego da ingegnere in IBM, Delo ha fatto fortuna nel 2014 cofondando BitMEX, una delle maggiori piattaforme di scambio di criptovalute. Nel febbraio 2022 si è dichiarato colpevole davanti alla giustizia americana per non aver dotato la società di un adeguato sistema antiriciclaggio: 10 milioni di dollari di multa penale e 30 mesi di libertà vigilata, mentre BitMEX come azienda pagava 100 milioni. Poi, nel marzo 2025, la grazia piena e incondizionata di Donald Trump, estesa anche ai due cofondatori. Delo parlò allora di «vendicazione» contro un Dipartimento di Giustizia che aveva «ingiustamente preso di mira» la sua società.

Sotto la lente della polizia

Il tempismo non è casuale. Dopo oltre un anno di netto vantaggio nei sondaggi, il consenso di Reform è calato proprio per una serie di accuse legate alle donazioni, e i finanziamenti del partito sono oggi sotto uno scrutinio che Bloomberg definisce senza precedenti — arrivato fino alla polizia. Mercoledì, davanti a Westminster, i manifestanti sventolavano cartelli con il volto di Farage e domande sui soldi del partito. La partita vera è questa: Delo compra a Reform il tempo e la solidità che le inchieste stavano cominciando a erodere.

Del resto era già lui il primo finanziatore. Tra aprile e giugno ha versato 4 milioni di sterline, circa il 75% di tutte le donazioni private accettate dal partito nel trimestre secondo i dati della commissione elettorale britannica, dopo i 2 milioni di gennaio e i 2 di marzo. Intanto il governo laburista studia una contromossa: un tetto di 100.000 sterline alle donazioni dei residenti all’estero — misura che colpirebbe una parte del mondo cripto che gravita attorno a Farage.

Delo sa di essere il bersaglio e ha già scelto la linea di difesa, affidata allo stesso editoriale: «Voglio un combattimento leale e un campo da gioco livellato», scrive, contro chi «esprime finta preoccupazione per la salute della nostra democrazia» e intanto la gestisce «come un cartello».