Tuvalu. Il nuovo governo prosegue i rapporti diplomatici con Taiwan invece di passare alla Cina

di Alberto Galvi

Il primo ministro di Tuvalu Feleti Teo e i suoi sette ministri si sono impegnati a proseguire i rapporti diplomatici con Taiwan invece di passare alla Cina, e hanno dichiarato di voler rivedere un accordo di difesa e migrazione concluso con l’Australia.
In seguito alle elezioni generali del mese scorso, il nuovo governo desidera riaffermare il suo impegno per una relazione speciale a lungo termine e duratura tra Tuvalu e la Repubblica di Cina, Taiwan. Il governo ha assunto questi impegni dopo aver prestato giuramento.
Tuvalu è uno dei soli 12 paesi che hanno rapporti diplomatici ufficiali con Taiwan, una democrazia autogovernata che la Cina rivendica come proprio territorio.
La questione Cina-Taiwan è stata accentuata durante la campagna elettorale di Tuvalu, quando un anziano parlamentare ha ventilato l’idea che il nuovo governo del paese potresse rivedere i suoi legami con Taipei. Il mese scorso Nauru, il vicino di Tuvalu, ha tagliato i legami con Taiwan e si è rivolto alla Cina, che aveva promesso al paese maggiore aiuto allo sviluppo.
Il governo di Teo si è anche impegnato a rivedere un patto firmato con Canberra a novembre che offriva ai cittadini di Tuvalu un rifugio climatico in Australia. Il trattato deve ancora essere ratificato. Il governo di Tuvalu ha affermato di voler rinegoziare l’accordo concentrandosi a salvaguardare l’integrità della sua sovranità. Nel trattato l’Australia ha offerto i cittadini di Tuvalu di aiutare i residenti a sfuggire all’innalzamento del livello del mare e all’aumento delle tempeste portate dal cambiamento climatico. L’Australia inizialmente consentirebbe a un massimo di 280 tuvaluani di venire in Australia ogni anno.
Il trattato impegna inoltre l’Australia ad aiutare Tuvalu in risposta ai maggiori disastri naturali, pandemie e aggressioni militari. In cambio l’Australia otterrebbe il controverso potere di veto che è visto come un tentativo di impedire un punto d’appoggio militare cinese a Tuvalu. Gli Stati Uniti e l’Australia stanno rapidamente costruendo ponti con le nazioni insulari del Pacifico in risposta alla firma da parte della Cina di un patto di sicurezza con le Isole Salomone.