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Primo Piano

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11 Novembre 2014
Primo Piano

IRAQ. Binelli Mantelli incontra Barzani, ‘continua fornitura di armi contro Isis’

L’Italia continuerà nel sostegno alle forze curde impegnate nella lotta contro i jihadisti dello Stato Islamico, in particolare con l’addestramento dei combattenti e l'invio di armi: è quanto emerso dall’incontro tenutosi a Erbil fra il capo di Stato maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli, e il presidente della Regione autonoma del Kurdistan Irq.

Redazione
11 Novembre 2014
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RUSSIA. La Cnn sospenderà le trasmissioni alla luce delle nuove limitazioni

La Cnn ha reso noto che "alla luce delle recenti modifiche della legislazione russa sui media", a breve sospenderà le trasmissioni in Russia.

Redazione
11 Novembre 2014
Primo Piano

Il dramma dei rifugiati. E a farsene carico sono soprattutto i paesi in via di sviluppo

Esistono milioni di essere umani che percorrono oggi il nostro pianeta, portando un fardello insopportabile di dolore e sofferenza: sono i profughi, dei quali chi vive nel benessere facilmente si dimentica.

Redazione
10 Novembre 2014
Primo Piano

USA. Nuovo attacco informatico del governo cinese

Alta tensione tra la Cina e gli Stati Uniti.

Redazione
10 Novembre 2014
Primo Piano

REP. CECA. Fermato impianto nucleare per perdite liquido refrigerante

Nei giorni scorsi due dei quattro reattori della centrale di Dukovany, in Moravia meridionale (Repubblica Ceca), sono stati spenti a causa di una fuoriuscita del liquido refrigerante destinato al raffreddamento dei reattori.

Redazione
10 Novembre 2014
Primo Piano

Sarafraz a capo dell’Irib. Ma il maxi-media iraniano resta la voce di Khamenei

È di pochi giorni fa la notizia che il leader della Repubblica Islamica dell’Iran, Alì Khanemei, ha designato personalmente il nuovo direttore della rete televisiva di stato Irib.

Redazione
10 Novembre 2014
Primo Piano

SPAGNA. Catalogna, vincono i “sì” all’indipendenza. Ma la consultazione resta nulla

Notizie Geopolitiche – L'80,72 % dei 2 milioni di catalani (su 4,5 milioni di aventi diritto) che hanno partecipato al referendum indetto ieri dal governatore della regione Artur Mas si è detto favorevole per l’indipendenza.

Redazione
10 Novembre 2014
L'Intervista

La corsa (inarrestabile) del Dragone. E sul Tibet… Intervista a Marco Costa

I recenti eventi che stanno coinvolgendo Hong Kong con le manifestazioni degli studenti capaci di attirare l’attenzione dei media internazionali ed i continui rapporti che intercorrono tra Pechino e Roma e tra Pechino e Bruxelles impongono un’analisi approfondita sul ruolo geopolitico ed economico che attualmente investe la Repubblica Popolare Cinese, potenza mondiale che spesso divide il parere dell’opinione pubblica tra coloro i quali ne supportano il modello di crescita e la forma di Governo istituita ed invece i detrattori che ne sottolineano gli aspetti negativi come ad esempio il problema dei diritti umani oppure la gestione delle minoranze etniche.

Redazione
9 Novembre 2014
Primo Piano

La Catalunya di Artur Mas alle urne per decidere (simbolicamente) il proprio destino

Seguendo il motto “Ara és l’hora” (Adesso è l’ora) la Catalunya nella giornata di oggi, domenica 9 novembre 2014, si reca alle urne per votare la “consulta” popolare promossa dal Governo catalano guidato dal presidente Artur Mas, leader del partito Convergència i uniò (CiU), con l’intento di decidere sulla possibilità di autodeterminazione ed indipendenza del paese la cui valenza politica e legislativa pur essendo nulla, vista l’opposizione ed il divieto del Governo di Madrid e del Tribunale Costituzionale, potrà essere offuscata dall’importanza dell’affluenza alle urne e dall’impatto che l’esito di tale votazione potrà avere a livello mediatico.

Redazione
8 Novembre 2014
Primo Piano

IRAQ. Gli Usa raddoppiano i militari. Ma saltano fuori le armi tossiche

Raddoppia quasi il piccolo contingente Usa mandato in Iraq da Barak Obama per combattere l’Isis: premettendo che varrà sempre il “boots on the ground”, ovvero che i soldati americani non avranno incarichi o missioni di combattimento, la Casa Bianca ha inviato nel paese per metà conquistato dai jihadisti altri 1.500 uomini, che si vanno ad aggiungere ai 1.600 già dislocati da quest’estate.

Redazione