FILADELFIA — Una donna di 40 anni è morta sabato per complicazioni da morbillo nella contea di Jefferson, zona rurale della Pennsylvania a un’ottantina di chilometri da Pittsburgh. Non era vaccinata. Lo ha annunciato domenica il coroner della contea, Greg Furlong: «È una perdita straziante per la famiglia e un doloroso promemoria che il morbillo può essere una malattia grave e potenzialmente letale». Nessun altro dettaglio, per rispetto della famiglia.

È il terzo decesso per morbillo negli Stati Uniti nel 2026 — tutti in Pennsylvania — nel mezzo della peggiore recrudescenza della malattia da 35 anni: 3.294 casi in oltre 45 Stati, contro i 2.289 dell’intero 2025. La Pennsylvania da sola ne conta 676, di cui 108 solo nell’ultima settimana, con 124 ricoveri e 37 contee colpite. Quasi un terzo dei contagiati sono bambini; meno dell’1% dei casi riguarda persone completamente vaccinate. Il Dipartimento della Salute dello Stato ha avviato una revisione approfondita del caso, riferisce il Washington Post.

Ma la vera anomalia è un’altra: per il governo federale questi morti non esistono. Sul sito dei CDC — l’istituto superiore di sanità americano, aggiornato venerdì — il conteggio dei decessi da morbillo per il 2026 è fermo a zero, dopo che l’amministrazione ha rimosso dal computo nazionale le due vittime di agosto. La battaglia, ormai, non è più soltanto sanitaria: è sul diritto stesso di contare i morti.

Lo scontro con Washington

Il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., da decenni scettico sui vaccini, ad agosto aveva accusato su X il governo democratico della Pennsylvania di «strumentalizzare la paura delle malattie infettive a fini politici», arrivando a ipotizzare che l’annuncio dei primi due decessi «possa perfino essere stato del tutto fabbricato». La direttrice dei CDC, la dottoressa Erica Schwartz, ha dichiarato ad ABC News che l’agenzia «non è stata notificata dalle autorità della Pennsylvania» dell’ultimo decesso e che lo Stato, nonostante ripetute offerte, non ha mai chiesto l’invio di una squadra epidemiologica federale.

Il governatore democratico Josh Shapiro ha replicato accusando Kennedy di diffondere teorie del complotto. E ha ricordato un dettaglio che brucia: anni fa il segretario parlò a un evento proprio nella contea di Lancaster minimizzando la gravità del morbillo e indicando come cura «brodo di pollo e vitamina A».

Proprio a Lancaster, area agricola con una grande comunità Amish e coperture vaccinali sotto la media, erano morte a fine agosto le prime due vittime, entrambe non vaccinate: i primi decessi per morbillo in Pennsylvania in 35 anni. Oggi la contea è l’epicentro dell’epidemia, con 295 casi.

Per capire quanto la situazione sia precipitata basta guardare indietro. Nel 2000 gli Stati Uniti avevano dichiarato il morbillo ufficialmente eliminato dal territorio nazionale: un traguardo che decade dopo dodici mesi di trasmissione continua, e che ora rischia di svanire. Un tempo il 40 per cento dei casi arrivava dall’estero; nel 2026 solo il 6 per cento è importato — il virus, ormai, circola in casa. I focolai sono passati dai 16 del 2024 ai 38 di quest’anno, mentre le coperture vaccinali infantili continuano a calare.

Prima del vaccino, nei primi anni Sessanta, il morbillo uccideva ogni anno centinaia di bambini americani; un non vaccinato su cinque finiva in ospedale, uno su venti sviluppava una polmonite. Era la normalità che una generazione di medici credeva archiviata per sempre. Sessant’anni dopo, un coroner di provincia è tornato a scriverne il necrologio su Facebook.