L’Analisi
Sudan. Khartoum corre ai ripari e cerca il suo petrolio
Dopo il referendum, tenutosi il 9 luglio 2011, che ha sancito la secessione del Sud Sudan dal nord, Khartoum ha visto una diminuzione delle sue entrate provenienti dalla produzione di greggio per circa un miliardo e mezzo di dollari, dovuta quasi esclusivamente al fatto che il 75% delle risorse petrolifere di quello che era il Sudan precedente alla secessione sono ora sotto il controllo di Juba.
Kenya. Al-Shabaab rivendica gli attacchi nelle chiese di Garissa
Come previsto in modo puntuale dal nostro giornale, la responsabilità degli attacchi nelle due chiese di domenica scora a Garissa, in Kenya, ricade sui miliziani somali di al-Shabaab: con un comunicato diffuso ai media locali, Sheik Hassan Takar, esponente del gruppo legato ad al-Qaeda che è responsabile della guerra contro Mogadiscio e degli attacchi di pirateria nell’oceano Indiano, ha fatto detto che "I mujahedin hanno punito con le loro mani coloro che credono o professano altri dei che non siano Allah".
Nigeria. Accordo per la raffinazione del petrolio con la Vulcan Energy
È di poche ore fa l'annuncio del governo nigeriano che, tramite il ministero del Commercio e degli Investimenti, afferma di aver già siglato un contratto, per un ammontare di 4.5 miliardi di dollari, con la Vulcan Energy, azienda statunitense con sede a Houston, in Texas, per la costruzione di sei raffinerie e, secondo le previsioni, le prime due dovrebbero essere completate entro un anno.
L’Iran cerca accordi con l’Egitto di Morsi
Ora che alla guida dell'Egitto c'è, finalmente, un leader espressione della volontà popolare e non di quella del governo israeliano, l'Iran, tramite il suo ministro degli esteri Ali Akbar Salehi, annuncia di essere pronto a riprendere le relazioni diplomatiche con il Cairo.
Usa. Repubblicani contro la riforma sanitaria di Obama
“Trenta milioni di persone senza assistenza sanitaria non sono un problema”, questa la risposta di Mitch McConnell, leader dei senatori repubblicani USA, alla domanda di un giornalista che chiedeva il perché della loro volontà di abolire la riforma sanitaria, voluta dal presidente democratico Obama, che ha esteso la copertura sanitaria al maggior numero di americani possibile.
Cina. Miracolo o ‘inferno’ economico?
Lo sviluppo economico in Cina, che continua ad essere caratterizzato da una crescita unica al mondo, lascia sempre più trapelare le debolezze di un paese solo teoricamente guidato da un monocolore socialista, ma realmente assai propenso a considerare assai più il denaro e assai poco l’individuo.
Morsi presidente dell’Egitto. Conseguenze imprevedibili
Un boato di gioia ha accolto in piazza Tahrir, al Cairo, la notizia della vittoria e quindi della nomina di Mohamed Morsi a presidente dell’Egitto: come ha comunicato il presidente della Commissione elettorale, Farouk Sultan, al candidato dei Fratelli Musulmani sono andati 13.230.131 voti contro i 12.347.038 di Ahmed Shafiq, ex ministro del governo Mubarak.
L’Uruguay vuole legalizzare la marijuana. Scompiglio in America Latina
Scompiglio in America Latina per il progetto dell’Uruguay di legalizzare il commercio di marijuana: l’idea è venuta allo stesso governo del paese, il quale ha intenzione di portare in Parlamento una proposta di legge volta alla legalizzazione del commercio della cannabis, come ha comunicato, "sotto il (proprio) controllo esclusivo".
Ankara all’Armenia, ‘chiudere la centrale di Metsamor’
I già da anni degradati rapporti diplomatici tra Turchia ed Armenia, caratterizzati da una storia fitta di contrasti e recriminazioni reciproche, rischiano di peggiorare ulteriormente dopo la richiesta, avanzata da Ankara, di chiudere la centrale nucleare armena di Metsamor.
Mali. Primi scontri fra tuareg e jihadisti
Notizie Geopolitiche ha dedicato più passaggi alla crisi che sta interessando il Mali, fin dal colpo di Stato guidato dal capitano Amadou Sanogo del marzo scorso, alle elezioni che hanno portato alla presidenza Dioncounda Traoré e soprattutto alla secessione dell’Azawad, la parte nord del paese sottratta al governo di Bamako dai ribelli tuareg del MLNA in cooperazione con le milizie jihadiste di al-Qaeda Aqmi.