L’Analisi
Mali. Cadono altre città. Molti i profughi
Non conosce fine la drammatica situazione, ricca di colpi di scena, che sta interessando il Mali: ai continui attacchi dei Tuareg del nord, che vedevano le sconfitte dell’esercito governativo, era seguito lo scorso 23 febbraio un colpo di Stato con il quale gli stessi militari prendevano il potere.
Morirono in mare 63 migranti: pronto l’atto di accusa dell’Ue al’Italia
Si è conclusa l’inchiesta, presentata oggi a Bruxelles, dalla quale risulterebbe una condanna dell’Italia e della Nato, oltre che dei trafficanti di uomini, per i 63 immigrati morti in mare mentre attraversavano il braccio di mare che separa il Nordafrica dalla Libia.
Eritrea. Grandezze e miserie del presidente Afawerki
Isaias Afewerki, il presidente-dittatore dell’Eritrea, ha accusato oggi gli Stati Uniti di essere la regia degli attacchi dell’Etiopia al suo paese, ovvero, come ha dichiarato in un’intervista alla televisione di Stato, che vi è stato un “tentativo fallito degli Stati Uniti di destabilizzare l'indipendenza dell'Eritrea e sabotare le sue brillanti prospettive economiche".
La morte di Merah e i retroscena imbarazzanti per la campagna elettorale
La Francia è il paese europeo con più presenza di islamici: sono 6 milioni coloro che professano questa fede, destinati a diventare sempre di più nei prossimi anni, specie se si guarda ai 70 mila di francesi che abbracciano la religione di Maometto.
L’ombra dell’Occidente dietro il golpe in Mali?
Il giorno prima del golpe di Stato in Mali, che ha portato alla destituzione del presidente Amadou Toumani Touré, i ribelli touareg del Fronte di liberazione nazionale dell’Azawad avevano abbattuto un drone francese, segno della presenza di mire occidentali nel paese africano, ricco di risorse minerarie per altro poco sfruttate.
Sudan e Sud Sudan verso l’accordo sul petrolio
Si è concluso da pochi giorni il summit ad Addis Abeba, che ha visto coinvolti Sudan e Sud Sudan nel tentativo di risanare le tensioni tra i due stati e stabilire nuovi accordi sui temi che hanno portato i due paesi ad arroccarsi su posizioni contrapposte.
Svolta filo-occidentale in Zambia. E i cinesi restano a bocca asciutta
Mentre la Banca Africana per lo Sviluppo (AfDB) ha deciso di stanziare oltre sessanta milioni di dollari a favore della ricerca nel campo agroalimentare, per migliorare la capacità produttiva di molti paesi dell'Africa centrale, il governo dello Zambia, poche ore fa, ha varato un nuovo piano di investimenti per un miliardo di dollari, una cifra enorme per uno stato il cui PIL ammonta a circa diciotto miliardi e in cui il 68% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.
Russia: vincono Putin e l’Eurasia
La vittoria di Putin era nell’aria da tempo; nonostante i tentativi per altro tutti falliti dei media occidentali di accreditare una opposizione fantasma, il popolo russo in massa ha votato il “colonnello”, l’uomo forte del Cremlino che in passato durante il primo mandato presidenziale era riuscito a riportare la Russia al ruolo che le compete a livello mondiale, e ridare dignità a una nazione impedendo che le multinazionali anglo-americane s’impossessassero delle ingenti fonti energetiche racchiuse nel sottosuolo russo.
La Cina scricchiola fra scioperi e rivolte popolari
Nella Cina, paese che vuole occidentalizzarzi pur rimanendo orientale, essere capitalista pur restando comunista, avere uno stato sociale pur fregandosene di chi non riesce a tenere il passo della modernizzazione, affiorano sempre più i vizi e le virtù tipici proprio di quell’Occidente che il dio-Mao, ora opportunamente rinchiuso in un armadio, tanto stigmatizzava.
Armeni: il Consiglio costituzionale (francese) ha detto no
ISTANBUL (Turchia).